Frammenti di vita #105

sabbie

Scusate per la mia assenza… Purtroppo la vita mi mette sempre davanti a dure prove (come quella di scegliere in un paio di giorni il tuo futuro… o più “semplicemente” spingere una moto da 200kg per 3 km…)

Volevo ringraziare tutti quelli che hanno “seguito” questo mio viaggio-foto-video-racconto. Ringrazio tutti quelli che hanno lasciato commenti e che mi hanno dato spunti per le prossime tappe…

Vi lascio con la foto di una parte della mia collezione di sabbie… quella dei posti in cui sono stato in calabria!

ci si legge…

Una scatola d’amore parte (III)

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Una stupenda città. Firenze è proprio una stupenda città. Sembra di vivere ancora in quel tempo che fu. Tra personaggi in costume e dialetti nostrani. Come se il rinascimento non fosse mai finito. Le case e le mura sembrano ancora parlare e raccontarti di loro. Della loro civiltà, della loro epoca, dei loro usi, della loro compostezza dei modi, della loro vitalità e della loro arte d’amare.

-Finalmente l’abbiamo trovata!- disse Francesca.

 

Ero di fronte alla statua di Dante. L’osservavo e mi chiedevo come mai avesse il volto così cupo. Forse lo scultore non era di buon umore quando la realizzò. Sorrisi. Un così grande poeta forse meritava qualcosa di più e magari un posto più “centrale”.

Quanto mi piaceva studiarlo al liceo. Lo preferivo a tutte le altre materie. Gli dedicavo molto tempo. La sua divina commedia è fantastica. Quando iniziavo a leggere un canto non smettevo fin quando non era finito. Stuzzicava talmente tanto la mia fantasia che certe volte staccavo gli occhi dal libro per immedesimarmi in lui. Era stupendo poter vedere attraverso le sue parole il suo viaggio fantastico. Un po’ come vedere un film dalla trama avvincente.

Osservai meglio la statua e poi guardai Francesca..

 

-Scommetto che non sai che cosa significano quelle lettere!-

-Certo che lo so!-

-No che non lo sai!-

-Io lo so e tu?-

-Ovvio che lo so! Ho studiato il latino! E quelli sono numeri romani.-

-Bla bla bla.. Vuoi fare solo il saputello ma non lo sai!-

-Beh.. secondo me qui l’unica a non saperlo sei tu!-

-D’accordo..  allora.. M dovrebbe essere mille… C cento.. D..-

-E bla bla bla.. 1865-

-Ci stavo arrivando!-

 

Ci sedemmo sulle scale della chiesa. Io dietro di lei la circondavo con il mio corpo e l’abbracciavo. Guardavamo la piazza. Affianco a noi c’era Dante che ci osservava. Sorridevo al pensiero che uno dei miei poeti preferiti vedesse anche solo un pizzico della mia storia e pensavo alle ore passate a leggere le sue. Forse aveva amato la sua Beatrice proprio nei vicoli di questa città. Aveva camminato sulle stesse pietre e magari si era seduto proprio sugli stessi gradini di questa chiesa. Proprio come noi.

Guardammo il cielo.  La giornata stava per finire e purtroppo dovevamo tornare alle nostre case. Francesca aveva il volto triste. Non voleva staccarsi da quella magica città. E un po’ anche io volevo restare.

Sarebbe stato stupendo. Ma non ora.. non potevamo.

 
..e nascosta nella mia tasca giaceva l’ultima sorpresa. Era un piccola scatolina d’oro. Grande quanto un pollice. Si apriva.. e dentro avevo messo un piccolo cuoricino di vetro rosso. Sembrava un puro e semplice oggetto. Ma nascondeva molti significati per me.. e per noi. In quella scatolina era racchiusa l’essenza del nostro amore.
Sapevo che ogni volta che l’avesse aperta avrebbe pensato a me. 

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