Galleria d’Arte ##22

 

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Un altro anno di vita…

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e un altro anno è passato…
Tra mille incomprensioni e poche certezze.
Un rapido giro di mesi con ritorno sempre all’origine…
Qui..
Noi…
Che tra una birra e l’altra pensiamo al nostro presente, cercando di scrollarci un po’ di passato dalle spalle.
Il futuro non c’importa. E non ce n’è mai importato gran che. Perché la vita si vive in ogni attimo spiegando al mondo che magari quello potrebbe essere l’ultimo, così da non essere criticato dalla gente precisa.
Chissà d’adesso in poi com’è che andrà?
Con tutte queste guerre giornaliere e tutte le avversità del presente della vita comune…
e dei sogni di un ragazzo ancora adolescente…
forse non più all’esterno… ma dentro ancora sente il profumo di quegli anni passati a alla ricerca della felicità.
A non pensare al tempo.
Perché ce n’era tanto davanti a noi.
ed il mondo non ci faceva paura.
Mentre dicevo “io sono sulla mia strada.”
Tu invece ripetevi di non dover badare al cantante…
Poiché il mondo… non conosceva
la tua musica, la tua storia, la tua vita
E le cose andavano…
Come certe vite che passavano veloci come le canzoni…
Una dopo l’altra… nella solita successine…
con le solite follie… paure… pazzie…
E quindi leggero andavi sulle tue corde, Disegnando un motivo, con dentro un pezzo di storia.
La Tua… o di qualche anima sperduta chissà dove.
C’è chi ti vuole perfetto…
Ma per alcuni lo sei già e non te ne accorgi. Perché hai dentro l’imperfezione.
Ed è quella che ti fa scrivere le canzoni.
Ma che mi racconti delle tipe che entravano al Vox?
E di Stella e del maggiolone cabriolet?
Ti sei già dimenticato di Kingo?
Del night
Del professore
Della ballerina del Carillon
Del mago Walter e dei suoi trucchi…
Di key
La bellissima key… che faceva giochi troppo pericolosi.
Come veleno, sempre seduto da Mario a veder scintillare la sua 6 colpi.
Ma lui forse aveva scelto la donna sbagliata.
Una donna che non lo amava.
E tu te ne stavi lì a guardare…
magari… seduto in riva al fosso.
Regalando il biglietto per il prossimo giro a qualcun’altro.
Sulla giostra della vita…
La nostra vita…
La vita mescolata nelle tue canzoni.
Nelle tue parole…
Nei tuoi arpeggi…
Nei tuoi giochi di frasi…
Magari dedicati a chissà chi…
chissà come…
chissà perché…
La vita non è mai in rima… e per mettercela ci vuole talento.
E tu diciamo che un po’ ne hai, visto che il mio stomaco si chiude ogni volta che arrivi tu.
Credo anche io che a volte ci voglia un Dio…
Ma forse, quelle volte, sto troppo male per ricordarmene.
E credo al mio “qualcosa chiuso a chiave”…
Che nessuno sa spiegare…
Perché nessuno ha il mio libretto d’istruzione.
So solo una cosa…
Che l’amore… porta amore…
Ed è questo quello a cui credo.
Spero di non dover mai più dire addio. Perché fa male. Fa male sentire le persone solo attraverso le canzoni. E’ un
dolore indescrivibile. Un battito di ali che ti rimbomba nella testa sussurrandoti il suo nome. Perché una volta l’avevi sentita… ed ora non più…
Ma basta con il passato.
Perché ora c’è un presente da vivere.
Senza un destino già scritto da altre vite.
Senza foto o ricordi nel cassetto messi via.
Scappare per salvarsi la pelle…
Ad un binario 3…
Con un rapido con destinazione andar via.
Con mille fermate… ma una sola meta…
il mondo…
E noi lo raggiungeremo… Finché benzina ce ne sarà…
Comunque dei casi…
noi siamo ancora qui…
Anche se è un po’ tardi.
Ma cosa importa?
Orami il sabato è andato.
S’è bevuto e ballato..
Nonostante gli anni.
Nonostante le altre vite.
Nonostante il posto che era tutt’altro che una vecchia balera.
Ma Tuttavia il complesso era buono.
C’ha regalato qualche sogno di rock ‘n roll con qualche strano arpeggio.
Sembrava tutto perfetto…
Ma era solo un mondo in affitto
un mondo che noleggiamo ogni sabato.
Al solito vecchio locale.
Con la luce soffusa e le ombre riflesse dei neon.
Con la vecchia combriccola di ragazzi sempre in giro.
Che mi aiutano a non sentirmi Fuoritempo
Perché porto addosso ancora i segni della vita.
Lo so…
Sto facendo un po’ di posto nella mia soffitta.
Perché c’è un’altra strada…
e un’altra Luna…
Comunque…
Se vuoi…
mi troverai qua…
Chi se ne frega dei rimpiattini che dicono che “non hai l’età”…
Continua a giocare quanto vuoi.
Chi se ne frega di serrande…
e di finestre sempre chiuse…
Di sistemi troppo grandi…
e di destini già decisi…
Continua…
Con la tua biro a scarabocchiare canzoni che hanno una storia.
Perché così, continuerò a sognare…
E il rumore del mio cuore…
Sembra quello di una voce che parte proprio da te…
Ti regalo questo souvenir…
Tieni botta Liga.

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