Frammenti di vita #106

In genere non condivido cose scritte da altri…
ma questo articolo mi ha colpito particolarmente…
Sarà per la condizione in cui mi trovo ora… sarà per il troppo caffè… sarà per la luna piena… o sarà per chicchessia… ma vorrei che lo leggeste anche voi….

L’articolo è preso da: Huffington Post: A chi pensa di…


Non hai bisogno di motivazione. Non hai bisogno di essere invogliato ad agire. Non hai bisogno di leggere liste e post sul fatto che non stai facendo ancora abbastanza.

Ci comportiamo come se ci bastasse leggere articoli o citazioni su Pinterest per far scattare l’interruttore nel nostro cervello che ci spinga all’azione. Ma, sinceramente, ecco quello che nessuno dice quando si tratta di successi, motivazioni, forza di volontà, obiettivi, produttività e tutte quelle paroline in voga che sembrano diventate tanto popolari: sei quello che sei, fino a quando non lo sei più. Cambi quando tu vuoi cambiare. Metti in pratica le tue idee con i tempi che reputi migliori. È così che funziona.

E credo che tutti noi abbiamo bisogno di una cosa su tutte: il permesso di essere ciò che siamo, qualsiasi cosa sia. Non sei un robot. Non puoi tirare fuori una motivazione quando non ce l’hai. A volte ti ritrovi ad affrontare una situazione. A volte la vita fa il suo gioco. La vita! Te la ricordi, la vita? Già, ti dà delle lezioni e capita che ti faccia prendere la strada più lunga per arrivare a quelle più importanti.

Non riesci a controllare ogni cosa. Puoi alzarti alle cinque del mattino ogni giorno fino a essere sfinito, ma se le parole, il quadro o le idee non vogliono realizzarsi, non lo faranno. Puoi mostrarti ogni giorno all’altezza delle tue migliori intenzioni, ma quando non è il momento giusto… non è il momento giusto, dannazione. Devi concederti il permesso di essere una creatura umana.

A volte il romanzo non è ancora pronto per essere scritto perché non hai ancora trovato l’ispirazione giusta per il protagonista principale. A volte ti servono ancora due anni di vita prima di realizzare il tuo capolavoro in un modo che sembri vero, puro e onesto agli occhi degli altri. A volte non t’innamori perché qualsiasi cosa tu debba sapere su te stesso è accessibile solo attraverso la solitudine. A volte non hai ancora incontrato il tuo prossimo collaboratore. A volte la tristezza ti avviluppa perché, un giorno, si rivelerà l’opera su cui costruire la tua vita.

Lo sappiamo tutti: le nostre esperienze non possono essere sempre manipolate. Eppure non ci comportiamo di conseguenza. Cerchiamo in tutti i modi di controllare e manipolare le nostre vite, di affidarci agli espedienti più originali per vincere, di prendere la scorciatoia per il successo solo perché gli altri ci dicono di aver fatto lo stesso, di trattare le emozioni e le incertezze come se fossero percorsi lineari.

Non puoi giocare d’azzardo con la tua vita. Non puoi controllare ogni esito e ogni aspetto come fosse un modo per non cedere all’incertezza e all’imprevibilità di qualcosa che va oltre la tua comprensione. È la base della tua essenza: mostrarti per come sei in questo momento, e lasciare che basti.

Eppure, non ti comporti in un modo che sia compatibile con questo modus vivendi. Riempiamo ogni minuto a disposizione di strumenti per la produttività e leggiamo elenchi di trenta punti su come indirizzare meglio il nostro istinto umano, naturale. Ci dimentichiamo spesso che siamo quello che siamo, finché non lo siamo più. Siamo gli stessi, finché non cambiamo. Possiamo fare un passo in avanti mettendo in pratica delle abitudini sane e vivere in un modo che favorisca la nostra crescita, ma non possiamo forzare i tempi.

Troppo spesso dimentichiamo di arrenderci al tempo.

Le circostanze sono avverse fino a quando non lo sono più. Gran parte dell’infelicità deriva dalla convinzione che la nostra vita dovrebbe essere diversa. Crediamo di avere il controllo – e il disgusto e l’odio per noi stessi viene dall’idea che dovremmo essere in grado di governare le circostanze, che dovremmo essere più ricchi, più sexy, migliori e più felici.

La responsabilità verso se stessi è importante, ma può condurre spesso al risentimento, a un’amarezza che nessuno di noi dovrebbe portare dentro di sé. Dobbiamo mettercela tutta e poi accordarci il permesso di lasciare che le cose, qualsiasi esse siano, accadano – e non sentirci così indissolubilmente legati al loro esito. Le opportunità non si presentano sempre nel modo in cui crediamo.

Non hai bisogno di sentirti più motivato o ispirato per plasmare la vita che desideri. Non devi più vergognarti all’idea che tu possa anche non essere al meglio di te stesso. Devi smetterla di ascoltare le persone che, trovandosi in circostanze e fasi della vita molto diverse dalle tue, ti dicono che non fai o non sei abbastanza. Devi lasciare che il tempo faccia il suo corso. Devi imparare a vedere una lezione di vita negli ostacoli. Devi comprendere che questo momento più avanti ti servirà d’ispirazione. Devi capire che qualsiasi cosa tu sia adesso diventerà la tua identità, un giorno.

Capita di non essere ancora la persona che dobbiamo diventare per contenere tutti i nostri desideri. A volte dobbiamo lasciare che il nostro io si evolva in qualcos’altro. Qualcosa che faccia sì che quello che desideriamo accada davvero.

Immaginiamo pure che desideri una cosa con tutte le forze, qualsiasi essa sia. Così tanto da sacrificare la tua felicità pur di averla. Che ne pensi di rilassarti? Forse non è la motivazione il tuo problema, ma il fatto che continui a spingere un macigno su per una montagna che diventa sempre più alta.

C’è una magia più grande di noi, che opera in modi che non possiamo capire. Non possiamo aggirarla. Non possiamo chiuderla in un elenco di 10 punti. Non possiamo controllarla. Dobbiamo solo lasciare che sia, fare un passo indietro per un attimo, smetterla di autoflaggerarci fino allo sfinimento e lasciare che gli ingranaggi girino come vogliono. Un giorno questo momento avrà un senso. Credici.

Concediti il permesso di crederci.


3 thoughts on “Frammenti di vita #106

  1. A me questo articolo sembra un mischtiotto di concetti diversi, affastellati insieme per attirare l’attenzione andando contro la tendenza dei post motivazionali. Credo anche io che la vita di una persona non cambi con la lettura di citazioni motivanti e la pedissequa applicazione di una lista di azioni, ma penso anche che senza lavoro non si ottenga molto. Non sto dicendo che con il lavoro duro si ottiene sempre ciò che si vuole, quando si vuole, ma fare niente aiuta meno. Molto meno.
    Quanto al concetto di trasformarsi nella versione migliorata di se stessi, direi che una persona che ha smesso di piangersi addosso e puntare il dito contro costrutti astratti come “la vita” per trovare un colpevole alle proprie frustrazioni sia già la versione migliorata di se stessa. Un netturbino che fa il proprio lavoro con il cuore leggero quanto la sua scopa, questa è l’immagine che ho in mente.
    Concordo però con l’idea che sia importante personarsi, essere cortesi con se stessi e, talvolta, arrendersi e cambiare strategia per non consumarsi in una fatica di Sisifo.

  2. ciao, condivido tutto, ora e dico ora sono come voglio essere. Penso di aver superato la necessità di affermare me stessa, argomento di corsi di psicologia che ho frequentato in passato. Fare, fare, fare per dimostrare agli altri che vali. Io sono quella che vedi, so di fare il meglio che posso, con quello che ho , nel luogo in cui sono, non ho sensi di colpa verso nessuno. Non faccio promesse che non so se potrò mantenere, quello che faccio non lo faccio per dimostrare qualcosa agli altri e non ti rincorro se manifesti il desiderio di andartene. Se hai pazienza e desideri conoscermi ok, se hai fretta e rimani in superficie, ciao…
    La consapevolezza di questo è arrivata senza che quasi me ne accorgessi, poco per volta, un giorno l’ho notato e mi sono sorrisa( si può dire?) e sai che c’è? Con tutti i difetti, i limiti, le imperfezioni…mi piaccio così! grazie mille per condividere con gli altri il tuo pensiero 🙂
    Monica

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