Storia di una casa (#43)

Storia di una casa #43 Blog

2007/2008

– 43 –

In quegli anni in Afghanistan, una delle tante terre desolate e martoriate dai continui scontri militari, c’erano sentinelle poste a guardia delle basi che, sicuramente, avranno avuto una nottata meno tormentata della mia. Detestavo litigare. Soprattutto per via telefonica, dove non c’è possibilità di contatto fisico. Effettivamente, un po’ di ragione Francesca l’aveva. Mi sentivo responsabile ma, allo stesso tempo, ero stato costretto dagli eventi ad accettare quella situazione. E come l’avevo accettata io, prima o poi, avrebbe dovuto farlo anche lei.

Alzai la testa dal cuscino. Il sole era già alto nel cielo e diffondeva la sua luce in tutta la stanza. Non era però, la sola cosa a diffondersi nell’aria. Sentii un dolce aroma di caffè che stuzzicava il mio olfatto martoriato dall’aria viziata della notte. Il tutto, rese il risveglio più piacevole degli altri giorni. Avanzai lentamente verso la cucina. Sulla porta, sbirciai all’interno della stanza con la mia vista assonnata. Vidi una figura femminile in maglietta bianca e pantaloni rosa muoversi a destra e sinistra.

–       Vuoi Caffè? –
–       Ehm… sì! –

Mi sedetti al tavolo e Floria, come se fosse già di casa, prese una delle vecchie tazzine e me la piazzò davanti. Lentamente versò il caffè bollente al suo interno e mi diede un cucchiaino. Mi sentii alquanto spiazzato. Ricevere quelle attenzioni premurose da una ragazza mi mise in imbarazzo. Avvicinai la tazzina alle labbra per sentirne l’odore. Poi ne presi un sorso e… sorrisi. Era davvero un ottimo caffè. Le feci i complimenti e pensai di poter inserire la cosa tra le qualità della mia nuova coinquilina.

–       Ciro, mi fai vedere dove sono i prodotti per la casa? –
La domanda improvvisa di Floria mi trovò impreparato.
–       Sì… arrivo. Sono in bagno… ecco qui… –

Aprii il mobiletto del bagno e quello che doveva sembrare una dispensa di prodotti, sembrava un museo di anticaglie. Sgrassatori e detersivi vuoti o semivuoti troneggiavano senza potere. Pezze vecchie e strofinacci inguardabili riempivano i vuoti. Guanti mai usati, bombolette di spray anti scarafaggi vuote e spugne corrose dal tempo…
Floria cercò di trovare un senso a quel disordine ma, quando con una mano tirò fuori tre contenitori di detersivo per pavimenti vuoti, mi guardò con una faccia interrogativa. Cercai di dire qualcosa ma dalla mia bocca non uscì niente. Floria mi bruciò sul tempo e, indicandomi minacciosamente la cucina col suo indice, disse:

–       Vammi a prendere un sacchetto, per piacere! –

Risi sotto i baffi per quel finto ordine e tornai da lei con una busta allargata tra le mani.  Rapidamente, la mia coinquilina, buttò dentro tutto ciò che si trovò a tiro e che sembrava avere più di un anno di vita. Tentai di muoverle qualche timida protesta, ma non ci fu verso di sminuire il suo sguardo minaccioso.

Alla fine di tutto, ci trovammo a guardare il mobiletto del bagno vuoto.
Guardai il ripiano… poi guardai lei.
– Bene! Mi sa che dobbiamo andare a fare un po’ di spesa! – disse Floria soddisfatta.

continua…

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