A Neverending Summer (III)

Perché mi danno sempre del bravo ragazzo? E’ odioso…

Buio… luci intermittenti… persone.
Ragazzi e ragazze in ogni luogo ballavano, strusciandosi gli uni sugli altri. La procace deejay della serata, metteva su, pezzi ritmati dal gusto prettamente estivo.
Guardai tra le mie mani e ci trovai un cocktail.
Direi proprio che dovresti smetterla! Dissi alla mia mano. Purtroppo, non mi sentivo ancora sazio di alcol e continuavo a bere. Avevo quella strana e ossessiva sensazione che mi spingeva a continuare a prendere drinks. Chissà dove sono gli altri… pensai.
Una mano mi toccò la spalla. Era Gianni che mi sorrise. M’indicò un punto tra la folla che difficilmente misi a fuoco. C’era il piccoletto che avevamo portato con noi, che ballava con tre e ripeto 3, ragazze attorno a lui.
–       Ci sa fare il ragazzino! – dissi a Gianni.
–       Già! –
Il ragazzetto moro di certo non faceva complimenti. Elargiva toccate e contatti fisici a destra e manca. Le ragazze ridevano di tanta spontaneità. Vedendolo in quegli atteggiamenti, quasi lo invidiai pensando a tutti i ceffoni che mi sono preso per fare soltanto la metà delle cose che stava facendo lui. Afferrò una ragazza per il collo e cercò di baciarla. Lei rise e lo allontanò. Gianni ed Io decidemmo d’intervenire, per evitare future discussioni. Ci avvicinammo al gruppetto delle ragazze. Ci presentammo e subito ci scusammo per i comportamenti eccessivi del nostro compagno. Le ragazze però, non sembravano turbate, anzi, erano molto divertite per la strana serata. Scambiai due chiacchiere con tutte e mi meravigliai quando mi dissero che avevano passato tutte i trent’anni. Mi sentii stranamente piccolo nei miei 26, per la prima volta dopo molto tempo. Il ragazzetto intanto, si comportava peggio di una scimmia imbizzarrita. Ballava, toccava, strusciava. Non perdeva un colpo.
Poi… Arrivò la schiuma dal cielo e fu blackout.
Le luci si fecero più scure e l’aria diminuì in un colpo solo. In un attimo, la pista si riempì di corpi inzuppati che tentavano di danzare nel poco spazio disponibile.
Tra la schiuma, la forte musica e la poca aria, non so descrivere cosa mi reggesse in piedi. Smisi di ballare e cercai un varco verso l’uscita. Mi sedetti su un cubo per poi scoprire che era una cassa dalle forti vibrazioni che emanava al mio culo.
Mi guardai le gambe e i vestiti. Fradici. Tirai fuori dalla tasca il mio cellulare per controllarne lo stato. Zuppo anche lui. Nell’altra mano avevo stranamente un cocktail.
Ora tu dimmi come cavolo sei finito qui! Gli dissi.
Subito dopo il diverbio tra me e il mio cocktail, si sedette una ragazza di fianco a me.
La guardai… mi guardò.
–       Ciro… piacere… – le dissi.
–       Monica… – mi rispose.
–       Vuoi? – le chiesi porgendole il mio cocktail.
–       Sì, grazie! – mi sorrise.
Scambiamo due chiacchiere e mi disse che studiava Sociologia. Alche, inarcando un sopracciglio, le mostrai il mio volto interrogativo. Non ho mai saputo bene cosa studiasse un sociologo… quindi glielo domandai e lei gentilmente me lo spiegò. Anche se il luogo per certi discorsi era il meno adatto, fu una spiegazione impeccabile. Purtroppo però, colpa del troppo alcol di quella sera, continuerà a restare una facoltà misteriosa per me, fino a quando non incontrerò qualcun altro che studi sociologia…

Da sobrio!

10 thoughts on “A Neverending Summer (III)

  1. Ciao, te lo spiego io, la sociologia è una delle materie che posso insegnare con la mia abilitazione. Comte il fondatore la chiama fisica sociale, secondo lui non si può studiare un fenomeno sociale particolare senza esaminarlo nel contesto globale. Al fondamento dell’ordine spontaneo delle società umane c’è il primato del tutto sulle parti e di questo di occupa la statica sociale, mentre la dinamica sociale si occupa dei processi sociali. Ma Compte è solo il primo, poi il pensiero si è evoluto … c’è il postmoderno, prima c’era la globalizzazione, poi la società liquida …. ora non sono aggiornatissima ho finito la SSIS nel 2009. Alle superiori ho insegnato solo sostegno, mi aggiornerò!

    • Mah… Resta Cmq un mistero… Mi limito a comprendere le dinamiche sociali solo in ambito economico… Per il resto non so che utilità ci sia a creare un’intera facoltà su un capitolo di un mio libro 😀

      • Marx ragionava come te, considerava solo il dato economico, Max Weber invece evidenziava l’influenza culturale sulla società. Nell'”Etica protestante e lo spirito del capitalismo” afferma che è stato il protestantesimo a favorire lo sviluppo del capitalismo. A volte la cultura viene prima dlle’economia, per Marx l’economia è la struttura e la cultura è la sovrastruttura. Ognuno la vede come vuole, tu quindi sei un po’ marxista! 😀

  2. Diciamo che a vederla dall’esterno la vita frenetica sembra bellissima… Ma a viverla ci penserei un paio di volte prima. Forse riesci a descriverla cosi bene che sembra una favola. Allora preferisco leggerla da te. Buon week end

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