Weekend finanziario (II)

Weekend finanziario 2-1-2

Foto: il mio fedele trolley da viaggio

Appena varcata l’entrata respirai un’aria densa di un vociare continuo, di suoni e rumori familiari, e luce.. tanta, tantissima luce. Feci un respiro profondo e tirai diritto come chi attraversa un percorso irto d’insidie. Scansai gli stands, evitai i promoters, cercai di non fissare le hostess per non attirarle verso di me con i loro volantini. Ero appena arrivato e non volevo caricarmi la borsa con gadjets e pubblicità. Avevo altro per la mente. Cercavo la sala Trader.
La troverò?

Per chi non è mai stato a questo genere di fiere, è importante sapere che spesso ci si perde all’interno di esse. Ogni anno, nell’immensa sala principale, costruiscono un vero e proprio labirinto di stands e da lì, una volta entrato,difficilmente si riesce a trovare la via giusta per la giusta meta. Infatti, mi ero perso.
Chiesi aiuto a una simpatica morettina allo stand dell’Unicredit.
– Scusami, cerco la sala trader… –
– Guarda, devi girare lì e percorrere il corridoio… –
– Grazie! –
– Tieni prendi una penna! Vuoi anche la borsa? Conosci già i nostri Certificates? Vuoi fare il nostro gioco? –
Ommioddio ho scatenato l’inferno, pensai.
Rifiutai ogni cosa con garbo e mi dileguai alla svelta cercando di passare inosservato anche alla hostess di Mediobanca che mi aveva adocchiato.

Arrivai alla sala, preoccupato di essere in ritardo e non trovare posto come sempre. Invece, ero in perfetto anticipo e di posto c’e n’era tanto. Mi sedetti e tirai un lungo sospiro di sollievo.

La sala aveva luci basse, in netto contrasto con l’ambiente della fiera. Ci saranno stati una trentina di persone sedute. Molte teste bianche, pochi giovani… Al centro uno scenografico ring da box con sopra, al posto dei due consueti pugili, due file di scrivanie. Quattro trader per lato e in mezzo una sorta di arbitro a moderare l’incontro.
Tutto artisticamente curato per far spettacolo. La vera sostanza però era la sfida. Ogni trader aveva la sua postazione con il proprio pc collegato alla rete e al grande proiettore della sala. Dietro di me c’era una zona dedita alla regia che controllava lo switch tra i vari schermi sul proiettore, cosicché anche il pubblico potesse osservare i movimenti dei vari trader. Dalle casse si sentì un forte suono di campana che mi destò, e la sfida sul ring partì. La sfida era semplice: guadagnare in borsa più soldi dell’avversario. I trader si sfidavano in coppie da due, come mostrava l’immagine che mandava il proiettore sul telo bianco. Tutto in reale, niente di simulato, soldi finti o robe del genere.
Soldi veri, mercato vero, rischio vero.
Una pazzia. pensai sin dalla prima volta che lessi di questa sfida. Sono dei veri pazzi! 
Penso che lanciarsi da un elicottero in mare sia meno rischioso. Io non lo farei mai, la sfida intendo. Sono d’accordo che per investire in borsa ci voglia un minimo di pazzia (altrimenti compri i Btp e stai a casa) ma qui si esagera.
Per far un paragone. Quando gioco in borsa, la mia stanza è completamente al buio. Non deve filtrare nemmeno un filo di luce. L’unica luce che devo vedere è quella dei miei monitor. Metto i tappi nelle orecchie per attenuare i rumori, m’imbottisco di caffeina e non opero fino a quando non sono perfettamente concentrato. Ovviamente dal lato tecnico curo ogni cosa. Fibra a 100 mega in lan per evitare perdite di dati, pc raffreddato per evitare che si surriscaldi e una cara e vecchia calcolatrice.
Ora, vedere quei tizi lì, su una piccola scrivania non loro, con un portatile collegato ad una chissà quanto precaria rete, osservati da tutti e interrotti a volte dal commentatore per verificare l’andamento della sfida, beh… concorderete con me quanta pazzia ci voglia per farlo con soldi veri.
Intanto la sfida era iniziata. Davanti a me, e ben visibile, avevo il volto del trader polacco che fissava impassibile lo schermo del pc. Era così serio e concentrato. Aveva la tipica fisionomia dell’est europa. Bianchiccio di carnagione, magro, occhi chiarissimi… aveva delle lunghe dita affusolate con cui si grattava il mento. Dal suo volto non traspariva niente… forse perchè non aveva ancora iniziato a giocare. Accanto a lui, sulla stessa fila, c’erano gli altri trader italiani, anche loro concentrati sui propri monitor.
Presi il portatile dalla borsa. L’avevo portato apposta per seguire le quotazioni insieme a loro. Dopotutto, sono un trader anch’io e per un trader il mercato è la sua droga…

8 thoughts on “Weekend finanziario (II)

  1. Metti caso che in un ipotetico mondo girino 100 soldi. Di questi 80 sono tenuti da banche e famiglie ricche e il restante 20 al resto della popolazione. Banche, famiglie ricche e qualche restante giocano in borsa. Se la matematica non erra, a prescindere da chi vinca o perda rimarranno sempre 100 soldi in quel l’ipotetico mondo. Orbene. Perché i soldi vengono ” bruciati” ? Dove finiscono? Chi vince, pur lasciando senza nulla l’avversario, ha una certa percentuale di quei 100 soldi. Allora, perché siamo in crisi per colpa delle banche?
    Scusa lo sfogo e l,ignoranza. Buona notte. 🙂

    • Ho provato a scrivere un commento decente, ma non riuscivo mai a sintetizzare per risponderti adeguatamente. Quindi fidati di quello che ti sto per dire: i soldi non si bruciano. In un dato istante la ricchezza è sempre 100, come hai detto tu. L’istante dopo è passata di mano generando ricchi è poveri (che inevitabilmente esisteranno sempre, sia che siano persone che interi stati) Non dar troppo peso ai tg… o a quelli che danno l’intera colpa alle banche… Io, quando sento: “bruciati miliardi” “la borsa è crollata..”, significa che sono iniziati i saldi di fine stagione in borsa! E si fa Shopping!
      ,

      • Però scusa una cosa. Di quel poco che ricordo di economia politica e di politica economica, se in un posto ci sono 100 , o sono divisi fra tutti i ricchi, o fra tutti i poveri sempre 100 soldi ci sono.
        Come mai se ieri c’erano 100 soldi oggi non c’è neanche un centesimo? Cioè quei 100 o i ricchi d’Italia o i ricchi di chissà quale altro posto li avrà in tasca. E invece perché non ci sono? Si, è vero, possono essere stati investiti in qualcosa, metti caso per la costruzione di un’impresa, ma quei 100 non sono in tasca dell’imprenditore e dei suoi dipendenti? E se a loro volta questi li hanno investiti in beni di prima necessità, stile 100 non sono in tasca dei commercianti? Il discorso potrebbe essere portato all’estremo…. Ma spero di essere stata chiara, perché è uh n dubbio che mi è rimasto in testa e non ho trovato risposta da nessuna parte. Lasciando stare i TG, anche nelle aule universitarie rimane sempre un pallino.

      • E’ il primo link che ho trovato, leggi solo il primo pezzo, può bastare:

        http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-11/riserve-valuta-cina-valgono-112000.shtml?uuid=Ab2nFEmH

        La crisi NON è globale. I paesi in crisi li conosci bene, quelli in PIENO BOOM ECONOMICO sono: Brasile, Russia, India, Cina, ecc.. che in questi anni sono cresciuti a ritmi spaventosi grazie a NOI. Nel mondo ci saranno SEMPRE ricchi e poveri ed i 100 soldi saranno sempre da qualche parte.
        Un dato per sapere se uno stato sta perdendo o ricevendo ricchezza è la bilancia commerciale. Essa fa la sottrazione tra esportazioni e importazioni. (Quando s’importa si paga quando si esporta si viene pagati) Se le esportazioni prevalgono, lo stato riceve liquidità che inizia a circolare all’interno di esso.
        Es. Se un produttore di vini italiano vende una bottiglia a New York per 12 dollari poi torna in Italia e li converte in euro, lo stato italiano sarà più ricco di circa 9 euro… gli stati uniti, invece, più poveri di 12 dollari… Compreso?
        Pensa ora a tutti i negozi cinesi (e non solo) che sono qui in Italia… ristoranti, bar, supermercati, parrucchieri… Immagina Noi italiani che allegramente spendiamo i nostri sudatissimi euro da loro… immagina poi la gran parte del loro incasso dove va a finire… –> CHINA <–
        Compreso il viaggio che hanno fatto i nostri soldi?
        Il bello è che non pagano manco le tasse… ma questo è tutto un altro discorso.

        In tv però una cosa del genere non la puoi nemmeno accennare. Ti daranno del razzista e no-global. Quindi meglio farsi i cazzi propri e continuare a dar la colpa alle banche… (che un po' di colpa ce l'hanno sempre!) 😀

      • Posso aggiungere anche che molti soldi non vengono messi in circolazione, come nel caso delle società offre suore o dei paradisi fiscali in cui finiscono i finanziamenti europei o italiani? E’ vero, se le esportazioni sono maggiori delle importazioni il paese riceve soldi dall’estero, arricchisce il potere della propria moneta e aumenta il lavoro interno. Però è anche vero che con questo fatto della globalizzazione l’imprenditore apre all’estero e a sto punto non è un fatto di esportazioni, ma di lavoro che ci viene rubato.
        Comunque sia ti ringrazio dell’attenzione e delle risposte esaurienti che mi hai offerto. Chiedo scusa se il discorso ha occupato una parte della tua pagina personale, ma al mondo d’oggi parlare di problemi seri a tu per tu rischi di essere scambiato per un nerd o un cretino.
        Attendo i tuoi prossimi racconti.
        🙂
        Buona serata

      • Potremo andare avanti in eterno…
        La crisi sta durando così tanto proprio perchè le cause sono molteplici e ancora non si è capito quale sia quella principale. Comunque grazie anche a te… che sei qui a leggermi! Buona notte!

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