Storia di una casa (#30)

2006/2007

– 30 –

Cristina non sapeva che fare. Aveva sentito tutta la mia conversazione telefonica. Forse non s’era mai trovata nella situazione di essere la causa di litigio di una coppia. Restava immobile, con i suoi occhi azzurri fissi su di me. Tentennò qualche parola di cortesia e di sincero rammarico.
–       Ciro, mi dispiace… se posso fare qualcosa… –
–       Tranquilla… non è colpa tua… –
–       Non dovevamo venire qua… –
Qualche secondo dopo, comparì Marco alle spalle della ragazza che, col suo fare sempre inopportuno mi chiese:
–       Cì, ma perché, in bagno, al posto dello sciacquone c’è una maniglia? –
Sorrisi scuotendo il capo. Diedi un ultimo sguardo a Cristina cercando difficilmente di rassicurarla sull’accaduto e accompagnai Marco in bagno per svelargli l’oscuro mistero. Cristina ci seguì, ma all’ultimo svoltò per la camera da letto.

–       Vedi Marco, si fa così. – gli dissi girando la maniglia dello scarico.
–       Oh… come siete strani qui “alNord”. –
–       Beh… diciamo che è più comodo… –
–    Sì certo… ma io preferisco il sano e vecchio bottone! Non so… vedere tutta quell’acqua che scende in un colpo solo è come se completasse il mio senso di liberazione! –
Guardai Marco pizzicandomi il mento e dissi in modo serio ma ironico:
–       Le tue argomentazioni non sono del tutto trascurabili! –

Uscimmo dal bagno e tornammo in stanza dagli altri. Le ragazze nel vedermi, smisero di parlare tra di loro e mi fissarono. Marta aveva appena appreso dall’amica Cristina i risvolti della mia breve telefonata tra me e la mia fidanzata. Aveva sicuramente chiesto a lei, che mi conosceva da più tempo come avrebbero dovuto comportarsi in quella strana situazione.
Mi sedetti su una sedia e fissai il cellulare per ignorare i loro sguardi pesanti.
–       Ciro… – Marta ruppe il silenzio. – Se è un problema restare qui, andiamo via… –
–       No ragazze, non ci pensate nemmeno! – risposi di getto.
–       Ma che sta succedendo? – chiese Marco stranito.
–       La ragazza di Ciro s’è incazzata perché noi siamo qui… –
–       La tua ragazza è gelosa di loro due?!? Ma come si fa? –
–       Sei sempre un gentiluomo, Marco! – disse una delle ragazze.
–       …Senza offesa! – aggiunse Marco un po’ in ritardo.
Discutemmo a lungo della faccenda. Ognuno propose la propria soluzione. I miei amici sembravano più ansiosi di me di risolvere la situazione. Marco continuava con la tesi, sempre più inopportuna, che non si poteva essere gelosi di Cristina e Marta. Io contraccambiavo con l’assioma assoluto dell’impossibilità per una ragazza di non essere gelosa di un’altra donna. Era una situazione di stallo e le situazioni di stallo si risolvevano con:
–       Falla venire qua… – disse Enrico, che fino allora aveva solo ascoltato i nostri discorsi.
Tutti lo fissammo come credo che fissarono Alessandro Volta quando mostrò la pila ai suoi amici scienziati.
Era una buona idea. Magari Francesca, conoscendo le ragazze, e vedendo il rapporto che avevo con loro, poteva tranquillizzarsi. Erano solo delle amiche in fondo, ed anche di vecchia data. Non c’era da allarmarsi. Così le mandai un messaggio invitandola a venire da me. Ovviamente non rispose. Pensieroso mi abbandonai sul letto.
Poco dopo, Marco, mi pizzicò una spalla.
–       Cì, allora? –
–       Non risponde… –
–       No, intendevo, dove si va stasera! –
–       Dove volete… –
–       Andiamo in un pub e ci sbronziamo di brutto… Visto che ora hai anche un bel motivo per farlo! –

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