Storia di una casa (#7)

2006/2007

– 7 –

Lo stomaco pieno tenne finalmente a bada la fame per un po’. La pizza milanese, ovviamente, non era per nulla paragonabile a quella napoletana e col tempo compresi che dovevo abituarmi a quell’enorme differenza.
Ritornammo a casa. Di nuovo nella profumata cucina della signora Pina.
– Accomodati Ciro, arrivo subito… – si congedò la signora, lasciandomi in balia del marito silenzioso.
Per istinto seguii l’uomo che si stava dirigendo verso l’altra estremità della lunga sala rettangolare. C’erano due divani messi a formare un angolo. Mi sedetti sul primo che incontrai e puntellai con le mani il cuscino pensieroso. Alberto mi guardava. Sembrava cercasse uno stimolo, un input per cominciare un discorso. Così glielo diedi.
– Molto bello l’acquario. Posso guardare? –
– Certo! Son cinque anni che ce l’ho. Ogni tanto metto dentro un pescetto nuovo. Però sto attento che le razze combacino tra loro… non voglio rischiare che i nuovi pesci mangino quelli vecchi… –
– Interessante… –
Mi avvicinai all’acquario per guardarlo meglio. Era abbastanza grande. Un rettangolo di vetro, largo circa un metro. L’acqua limpida era illuminata da un timido neon bianco. I pesci colorati formavano piccoli branchi che s’intrecciavano tra loro.

– Vedo che ti piace l’acquario di Alberto! – disse Pina alle mie spalle sgranocchiando un biscotto.
– Si… davo uno sguardo… –
In mano aveva un cordless bianco. Me lo porse.
– Chiama il numero dell’annuncio… –
– Ma non è un po’ tardi? Saranno quasi le 10! –
– Chiama lo stesso! Qui al nord le persone vanno a letto tardi… –
– Se lo dice lei… –
Composi il numero titubante. Accostai la cornetta all’orecchio e sentii lo sguardo pesante di Pina proveniente dal divano. Detestavo sentirmi osservato, rovinava la mia concentrazione.
Parlai con Ines, la proprietaria dell’appartamento in questione. Mi spiegò tutte le condizioni con una chiarezza tale di chi fa l’affitta-camere da molti anni. Mi disse che la casa era vivibile per tre persone ma non le importava quante davvero che ne fossero all’interno, purché le venisse pagato l’affitto ogni mese. Pensai che avrei potuto benissimo prendere l’appartamento da solo e cominciare la mia vita milanese in santa pace. Purtroppo, quando mi disse che l’ammontare dell’affitto era di 1200€, il mio fantastico castello crollò su se stesso. Ringraziai la proprietaria per il tempo perso e mi scusai ancora per l’orario inusuale, poi attaccai. Guardai la signora Pina con dispiacere, sembrava che l’ennesimo muro mi fosse schiantato in faccia. Non pronunciò parola e questo destava sospetto in una persona logorroica come lei. Pensava. Deducevo dal suo silenzio che aveva ascoltato tutta la mia conversazione. Qualcosa le ronzava nella mente, quand’ecco che le sue labbra vibrarono:
– Ma il problema non è la casa… se mai un coinquilino giusto? –
– Certo… una ricerca ancora più difficile! –
– Mmm, fammi pensare… Ma certo! Come ho fatto a dimenticarmi di Francesco! Aspettami qui! Arrivo subito! Dove cavolo ho messo quel numero? – disse Pina finché la sua voce diventò quasi un borbottio per poi scomparire al piano di sopra.

8 thoughts on “Storia di una casa (#7)

  1. Buongiorno Ciro,
    ti auguro un sereno sabato anche se qua promette pioggia ma almeno ha risollevato le temperature, rendendole meno rigide e più sopportabili, infatti non abbiam acceso ancora la stufa a legna, che in questi giorni, restava attiva fin dall’ora di pranzo.
    Giovedì ho avuto un incidente con mia madre, mentre tornavo da lavoro ma x fortuna nulla di grave, solo un grande spavento. Purtroppo la colpa è nostra che siam andate addosso a una ragazza che si è fermata all’improvviso e si sa, che bisogna sempre rispettare le distanze di sicurezza.
    Martedì ho portato le mie zeppole (ciambelle fritte di patate) a lavoro e son piaciute tantissimo… un vero successo!
    Mentre giovedì ho assaggiato quelle della mia collega o meglio della zia ed eran aromatizzate con vanillina ma non ci va e quindi son risultate si ottime, ma troppo dolci.
    Ti auguro ancora un sereno week end
    a presto!

  2. Ciao Ciro,
    mi piace molto come racconti questa storia in varie fasi e poi la descrizione della casa della signora Pina e anche la sua gentilezza, in un certo qualmodo poteva pure lasciar un pò di privacy, però mi colpisce la descrizione dell’acquario e io adoro queste cose. Molte volte quando vado dalla parrucchiera ha un grande acquario e se finisco prima il mio turno di essere servita, resto a guardarlo x un po’. Ti da pace e una bella sensazione di quiete che poi rilassa.
    Qui ha nevicato un pò ma era illusione xkè ora c’è il sole. Qui nevica di rado xkè siam vicini al mare.
    Vabbè ha portato un pò di allegria anche se breve. Ma infatti la gioia lo è come definizione.
    Domani facciamo le zeppole che non son fatti fritti ma han una ricetta un pò diversa. Sono comunque dolci di carnevale che portan tanta allegria!
    Buon fine settimana e che stupenda musica! di chi è?

  3. Ma ciaaaaao amico di testiera!!!! :-))))))))))
    Che bello leggerti di nuovo…. questa “storia di una casa” mi incuriosisce sempre di più…
    Ti abbraccio forte forte…. e ti annuncio in anteprima che ci sarà presto un nuovo post nel mio blog… seguito da akltri e altri ancora…. adesso che i casini sembrano finiti…. riprendo finalmente a scrivere….

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